Immagine Marriott Rive Gauche

Marriott Rive Gauche

Capi personalizzati e banalizzati
Gestione mista al Marriott

Il funzionamento degli hotel grandissimi richiede l’intervento di un’importante numero di dipendenti che rappresentano diverse professioni. In termini di “popolazione”, il numero di individui corrisponde al numero di abitanti di una piccola città. Ognuno di loro indossa un indumento di lavoro o una divisa secondo la sua funzione, e la gestione del tutto costituisce un lavoro impegnativo. Per la messa disposizione degli articoli e il ritiro dello sporco, il guardaroba automatizzato rappresenta una soluzione molto flessibile.

L’Hotel Marriott “rive gauche” presenta il profilo-tipo di questi grandi stabilimenti di lusso. E’ anche associato ad un importantissimo centro congressi. Questo hotel internazionale di affari offre 757 camere di cui 51 “suite”, mentre il centro congressi di 4200 m2 raduna 40 sale riunioni su 4 livelli. Il personale dell’hotel è composto da più di 300 persone, senza contare il personale extra utilizzato in occasione di grandi manifestazioni al centro congressi, in cui si possono servire pranzi o cene anche a 1000 persone.

Lavanderia interna
E’ una particolarità di questo stabilimento e un caso quasi unico, la lavanderia/il noleggiatore di biancheria si trova nel seminterrato del Marriott. La storia della S.A.B. (Société Auxiliaire de Blanchisserie) è strettamente legata a quella dell’hotel (nato con il nome di PLM St-Jacques, poi diventato Sofitel e adesso Marriott). Nel 94, il Sofitel voleva staccarsi dalla sua attività di lavanderia, e il Sig. e la Sig.ra Livet hanno allora creato la S.A.B. per riprendere e assicurare il trattamento del tessile. L’azienda è da allora prestatore di servizi e lo è rimasto anche con il cambiamento di nome dell’hotel; il suo contratto è regolarmente rinnovato.
Con i suoi 25 dipendenti, la lavanderia tratta quotidianamente 3,5 t di bucato. Si tratta della biancheria delle camere, biancheria da letto comprendendo anche le fodere dei piumoni, asciugamani, pezzi di arredamento (copriletto, copri-sedie, …), tovaglie dei ristoranti e delle sale da “banchetto”, così come anche dei capi di vestiario come biancheria da cucina, divise di rappresentanza, vestiti di chi lava i piatti, delle cameriere, di chi lavora alla tecnica. Il bucato è lavato in lavatrici industriali, tranne le divise che sono trattate in una macchina lavasecco della Böwe. La lavanderia tratta anche marginalmente il bucato dei clienti (una decina di clienti al giorno in media), e assicura anche una prestazione per i vestiti personali dei dipendenti dell’hotel.


Un nuovo guardaroba automatizzato
Nuovo, perché esisteva già un sistema di questo genere che risaliva al 97/98 con una gestione informatica in linguaggio Prolog, un principio di gestione chiuso che non permetteva modifiche senza aver ricorso ad uno sviluppo costoso. Inoltre, le parti materiali e il software dell’insieme erano garantiti da due aziende diverse che sono rimaste indipendenti; non sono stati effettuati aggiornamenti e il materiale è diventato obsoleto, mentre la manutenzione e la riparazione diventavano problematici. “L’ultimo guasto ha portato alla decisione di fornirsi di un nuovo sistema, infatti rimettere il vecchio sistema in funzione era una soluzione troppo costosa” indica Christophe Livet, direttore di gestione della lavanderia. La scelta è caduta sul concetto Battista 2000 di Metalprogetti, una soluzione di gestione su stampella, simile alla precedente perché ben adattata al tipo di servizio necessario negli hotel e apprezzata dai dipendenti. Il sistema, installato dalla società belga Eurobrevets, è in funzione da metà ottobre.

1600 caselle
Si tratta di un sistema di dimensioni medie, visto che sono stati installati portabiti con capacità di 4000 e fino a 10’000 caselle, per esempio nel settore ospedaliero. Il principio di gestione dei capi si basa sulla tecnologia di marcatura RFID. Per caricare l’impianto, S.A.B. ha marcato 1898 articoli di varie tipologie, dalla divisa da cucina banalizzata alla divisa personalizzata.
Il sistema informatico lavora in Windows, la gestione dei capi avviene su un database che offre la possibilità di esportare o di importare delle informazioni dal/al formato Excel. Per quanto riguarda i capi, il data base contiene dei dati sul tipo di articolo, la sua taglia, la data della messa in circolazione, il ciclo di lavaggio. Per gli utenti, il profilo viene definito con l’identità, il reparto, la dotazione iniziale se i capi sono personalizzati o, nel caso di un “kit” banalizzato, la sua descrizione dettagliata, la taglia e il numero di divise attribuite alla settimana, con un limite di due ritiri al giorno solitamente (il vecchio sistema procedeva ad uno scambio, uno consegnato contro uno restituito). Quando un articolo viene introdotto per la prima volta sul sistema, questo chiede se si tratta di un capo personalizzato o banalizzato. Per associare un capo ad un utente, si seleziona quest’ultimo nel database, poi il software chiede quali articoli gli vengono attribuiti.

Lato pubblico
Lato “pubblico”, la macchina  presenta una postazione di ritiro dei capi puliti. In modo da poter essere identificato dalla macchina, ogni utente è dotato di una carta RFID (la stessa di quella che gli serve per l’accesso all’hotel e per la presa di servizio) che avvicina ad un lettore. Il riconoscimento di un codice apre una finestra dedicata su un video tattile; l’utente identificato prende conoscenza degli articoli disponibili per lui, che dipendono da ciò che ha restituito (il conteggio e il credito avvengono tramite la lettura del chip RFID). Una foto mostra l’aspetto degli articoli disponibili, e un’area dello schermo permette di passare l’ordine. Le anomalie vengono segnalate allo schermo. Un’altra area permette alla lavanderia di lasciare un messaggio all’utente. Infine, l’utente ha anche la possibilità di consultare il suo conto. Dopo che l’ordine è stato passato, il capo o i capi sara(nno) consegnato(i) attraverso un’apertura alta e stretta per motivi di sicurezza. Il tempo medio per la consegna di un articolo è di circa 10 secondi quando si tratta di un capo banalizzato, di una quindicina di secondi per i capi personalizzati. Nel caso più sfavorevole (un capo personalizzato situato al punto più lontano dall’uscita), abbiamo contato 30 secondi.
Il recupero dello sporco è situato a prossimità di questa postazione. Si tratta di una piccola unità che presenta un’apertura di deposito ad altezza d’uomo e un’altra in basso per i capi respinti (capi non marcati). Una volta che il capo marcato con un chip è stato introdotto e letto, un potente soffio si accende, proiettando l’articolo verso l’alto, che attraversa un tubo a gomito e viene raccolto in un carrello. L’identificazione del capo reso aumenta il credito dell’utente.

Lato lavanderia
Lato lavanderia, il nastro trasportatore è installato in un locale di 60 m2 circa (di cui 3,5 m2 costituiscono il locale per ritirare i capi puliti e depositare quelli sporchi). L’ingombro del nastro e della vite di carico (proiettati a terra, compresa la larghezza degli appendini) è di 31 m2, a forma di U, con una lunghezza totale stimata a 31 m. La postazione di carico automatico è costituita da una vita senza fine di 4 m che trasporta gli appendini su una stazione di carico con singolarizzatore. Il nastro si posiziona sulla prima casella libera, l’appendino viene letto da un antenna RFID e trasferito sul nastro, con la sua posizione registrata. Un sistema divaricatore dei capi situato su entrambi i lati della casella da caricare facilita l’inserimento dell’appendino. Il sistema permette di caricare circa 400 capi/ora.
L’estrazione dei capi avviene “al volo”: il nastro rallenta, e una camma fa uscire dalla casella il gancio dell’appendino che viene posizionato su una catena di trasferimento. Sono previsti due punti d’estrazione, uno alimenta l’uscita dove l’utente va a ritirare il suo ordine, l’altro serve alla lavanderia per gestire gli articoli senza chip introdotti nel sistema per uno stoccaggio temporaneo o per gestire un ordine particolare. La priorità viene data alla consegna di articoli se questa avviene durante una fase di carico. Un unico motore fa girare il nastro in entrambi i sensi in funzione della posizione dell’articolo richiesto più vicino al punto di uscita, la velocità è sui 25 m/min.
In caso di problema di funzionamento, delle luci gialle si accendono i tre punti critici: la zona di carico, il recupero dello sporco e la consegna del pulito. La manutenzione del sistema può essere effettuata via Internet con Metalprogetti in Italia, grazie a un piccolo software che gestisce a distanza il computer del sistema.

Non solo guardaroba
La modalità di funzionamento permette una rintracciabilità totale dei capi e permette anche di stabilire la fatturazione dei lavori, fatturazione che avviene mensilmente e reparto per reparto. Per la lavanderia, sono disponibili delle informazioni come per esempio:
- Lo stato, cioè il numero di articoli resi, caricati, distribuiti.
- Aiuto alla gestione e controllo degli acquisti (numero di volte in cui l’articolo non era disponibile, articoli in soprannumero, articoli che mancano spesso, …)
- Il ciclo di lavaggio degli articoli (gestione dell’eliminazione dei capi fuori uso)
- Possibilità di stampare delle statistiche.


L’investimento ammonta a € 115 000 circa. (Un sistema del genere non ci sembra conveniente al di sotto di 300 camere), indica C. Livet. (Quando il sistema precedente era guasto, abbiamo dovuto funzionare manualmente durante 5 mesi, e in questo periodo abbiamo registrato molte “perdite”. Da quando questo sistema è in funzione, non abbiamo più capi smarriti e la soddisfazione sembra totale a livello di personale).

Scheda Sintetica
paese: Francia
anno: 2008
utilizzatori: 500
porte di distribuzione del pulito: 1
depositi dello sporco: 1
link web: www.marriott.com/hotels/travel/parst-paris-marriott-rive-gauche-hotel-and-conference-center
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